Pio d’Emilia è un noto giornalista e yamatologo italiano. Vive e lavora in Asia, soprattutto in Giappone, da oltre trent’anni. È arrivato in Giappone come giovane procuratore legale, con una borsa di studio per studiare la procedura penale comparata, e il suo sogno era di fare l’avvocato penalista in qualche grosso studio legale internazionale. Ma il Giappone, a cui si era avvicinato dopo aver letto i libri di Fosco Maraini, Roland Barthes e Jon Hallyday lo ha “stregato” e ha deciso di restarci.

Oltre a scrivere per varie testate italiane e straniere (Espresso, Manifesto, Tokyo Shinbun, Japan Focus) ha svolto varie attività, dal traduttore al consigliere politico e ghostwriter di uomini politici, tra i quali l’ex premier Naoto Kan.

Da 2005 lavora come corrispondente per l’Asia Orientale di Sky Tg24, testata per la quale ha coperto eventi come lo tsunami del 2008, il tifone Hayan nelle Filippine, la crisi nucleare in Corea del Nord, gli scontri in Birmania e in Tibet e l’incidente nucleare di Fukushima. Più di recente ha seguito sul campo per oltre due mesi la crisi dei migranti nei Balcani. 

È un appassionato di scrittura e si diletta a raccontare, condividere quello che, giorno dopo giorno, gli capita di vedere. Così ha fatto in occasione della tragedia di Fukushima nel marzo 2011, esperienza che lo ha profondamente segnato e sulla quale ha realizzato il libro “Tsunami nucleare” (Il Manifesto Libri, 2011), e, in giapponese, “Nihon no mondai” (Gentosha, 2011). Dal libro è stato tratto un pluripremiato docufilm “Fukushima, a nuclear story”.

Nel 2012 ha vinto il Premio Umberto Agnelli e nel 2016 è stato insignito del Premio Ischia “Giornalista dell’Anno”. Ha, inoltre, partecipato alla trasmissione TV “Turisti per caso” in veste di accompagnatore e nel 2018 ha realizzato per Sky Atlantic un documentario dal titolo “Yi dai, Yi Lu, la FerroVia della Seta”, incentrato sulla nuova via della seta che collega la Cina all’Europa.